31 Ott, 2019

Questa è una specie di lettera aperta per parlarti di tutto quello che il web marketing e la comunicazione possono fare per te e di tutto quello che non possono fare.
Dato che di lettera si parla, mi sono venuti in mente due grandi maestri nello scrivere lettere (a Savonarola, ma che importa?) e li ho tirati in ballo.
In nome della sincerità professionale e per sbugiardare qualsiasi millantatore, tuttologo, fuffologo del globo, eccovi qualche regoletta da tenere a mente. Regole semplici, da cui non possiamo prescindere per poterci guardare negli occhi serenamente e partire davvero come missili!

Non è subito

 

 

Il più grande investimento per quel che riguarda un buon progetto di comunicazione, è il tempo. Ci vuole tanto tempo.

Per tempo non intendo attesa proprio come dice Troisi. Per tempo intendo costanza a lungo termine, intendo impegno giornaliero in termini di ore lavoro. Intendo tempo per progettare, misurare, analizzare quel che si sta facendo. Intendo tempo per sperimentare, magari cadere e rialzarsi più forti; specie all’inizio, quando non si hanno metri di paragone precedenti sulla propria comunicazione, infatti, la sperimentazione è l’unico modo per iniziare. Il tempo non basterà mai, se si inizia come si deve e soprattutto e poi si tiene il passo con la nostra sacrosanta, inevitabile, amata e odiata programmazione.

Non è magico

Chi ti dice: fai così, che il successo è assicurato, ha grandi doti da fuffologo. Non esistono ricette segrete, né bacchette magiche. Per questo, come si diceva più sopra poco carinamente (lo so), è necessario sperimentare sperimentare sperimentare sperimentare.

 

Impareremo a capire quali sono i veri bisogni di chi ci ascolta solo parlando con loro. Impareremo quali sono i contenuti e i canali migliori per il nostro obiettivo, solo utilizzandoli. Non è possibile pensare di partire con il prodotto perfetto; è meglio partire, fare, impastare e rischiare, perché altrimenti si rischia di restare nel limbo dei se e dei ma. E intanto il mondo corre molto veloce, inutile nasconderselo.

Non è gratis

Quando si parla di social media soprattutto, ma di web in generale, si confonde la gratuità dell’apertura di profili e pagine, anche aziendali, con la gratuità della loro gestione e della buona riuscita della comunicazione al loro interno. In due sensi questo è supersbagliato.

Il primo è strettamente legato a quanto si diceva all’inizio dell’elenco: se è vero che comunicare sul web richiede tempo e costanza e che il tempo è denaro, va da sé che comunicare sul web richiede denaro. Elementare Watson. Che si tratti del nostro tempo o del tempo di qualcuno che deleghiamo a fare per noi, questo è un costo effettivo. 

Il secondo senso in cui è errata questa convinzione, risiede nei meccanismi intrinsechi della buona promozione sul web, che si basa certamente sulla produzione di contenuti “organici”, ovvero prodotti e pubblicati senza investimento in advertising vero e proprio, ma che è anche mixato con campagne che invece a pagamento sono. Questa pallotta di contenuti deve essere così impastata, soprattutto inizialmente, per ottenere visibilità, per far conoscere qualcosa di sconosciuto al nostro pubblico. Ma anche sul lungo periodo sarà necessario, per riconoscere il fatto che, un po’ amaramente forse, se il web ci permette di avere strumenti gratuiti per farci promozione, è per poter scambiare con noi la sua più potente merce: i pubblici, le persone, i loro interessi, che sono la linfa del nostro business.
E questi ti pare che te li cedano gratis?

In compenso FUNZIONA

Dopo tutti questi avvertimenti davvero barbosi, la buona notizia.
Una buona comunicazione può fra bene al business a tutto tondo.
Non serve per vendere direttamente, ma fa di meglio: ti porta le persone giuste, nel modo giusto, con le esigenze giuste, con le aspettative giuste. Non è invenzione, non è magia, né fuffa. Solo il buon risultato che porta sempre il lavoro, duro, appassionato e intelligente possibilmente.

Comunicare bene la propria attività, vuol dire renderle onore, darle l’attenzione che merita, curarla, dimostrarle passione. Perché sia riconosciuta e scelta per il giusto valore, per la differenza che sa fare e l’impegno che ci mettiamo alla base. Serve a non svendersi mai, serve a legittimarsi davanti a sconosciuti, serve a presentarsi con efficacia. La comunicazione serve a far del bene a noi e agli altri, a dare informazioni corrette e buone indicazioni per scremare in partenza i nostri rapporti professionali. 

Credo fortemente nella forza comunicative delle piccole e medie imprese e dei liberi professionisti, altrimenti non mi sarei mai imbarcata in questa avventura. Questo non vuol dire che non ci sia bisogno di autoanalisi e forte determinazione per poter promettere che gli sforzi non saranno vani.
E dato che siamo nel mese della trasparenza, mi sembrava doveroso ribadire qualche aspetto basilare.

Di argomenti come questo e simili, parlo meglio nella mia pseudo-newsletter, Libellula, che arriva svolazzando più o meno una volta al mese.

Ok, voglio Libellula!

Libellula nasce per parlare di argomenti legati al lavoro da freelance, ma anche di passioni e cose interessanti che scopro. Quando ci sono grandi cambiamenti nel mio sito (servizi nuovi, servizi eliminati, nuove offerte...), potrei volerti informare, ma questo tipo di messaggi saranno sempre minori rispetto al resto.
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