6 Feb, 2017

Basta con ‘sta storia che il marketing è fatto per fregare la gente. Non ne posso più.
Non è possibile che nel 2019 si pensi ancora che fare comunicazione voglia dire trovare il modo più carino per rifilare sòle, ingannare, far credere, raggirare, imbonire, e poi truffare, sotto sotto.
Ma basta!

C’è chi lo fa.
Ma cosa vuol dire?
C’è chi lo fa in tutti i settori, non solo in quello della comunicazione, mi pare, a guardar bene bene.

Allora ho deciso, nel mio bouquet di argomenti dell’anno, di dedicare tutto il mese di febbraio all’argomento sincerità, un elemento imprescindibile, per una relazione stabile, che punti all’eternitàààààààààà. Perché è a questo che punta la comunicazione, almeno la buona comunicazione, quella che funziona: avere una relazione stabile con il proprio cliente, di quelle che puntano ad essere immortali, indissolubili ecco. Altro che fregare.

Inizierei dalla più evidente delle necessità: essere trasparenti. E quindi, quando per esempio decidiamo di imbastire il nostro sito web, ci sono alcuni punti che io non trascurerei mai, nemmeno sotto tortura. Perché altrimenti la mia relazione stabile, quella che punta all’eternità, va a farsi benedire in partenza. Ecco quali.

METTERE BEN IN EVIDENZA I PREZZI

Avete presente quando passate davanti ad una vetrina di un negozio di mobili o di abbigliamento e vedete che i prezzi non ci sono? Non vi date di gomito sghignazzando con il vostro accompagnatore dicendo: “Ah, qui non li espongono neanche, i prezzi!”.
Ecco, sì una volta per tutte. Togliamoci questo dubbio.
I prezzi vanno esposti, sempre, con chiarezza e il più dettagliatamente possibile, a meno che sia così difficile da non permetterci nemmeno di stimarli (ma è raro).
Serve a due scopi importantissimi: non far perdere tempo ai potenziali clienti che potrebbero restare solo “potenziali” (e nemmeno a noi). E dare un’informazione basilare a chi entra nel nostro sito cercando un servizio che vuole e può permettersi. Perché quando io voglio comprare qualcosa online, voglio sapere quanto costa e voglio saperlo subito. Mi toglie l’imbarazzo di chiedere. Mi fa risparmiare tempo e mi dà l’impressione di avere davanti qualcuno che non gioca a nascondino e non mi nasconde l’arte alchemica di formularmi un prezzo. Se, come capita spessissimo, i prezzi dei nostri servizi variano molto di caso in caso, possiamo pensare di mettere delle forbici, dei range di prezzo entro i quali il cliente può pensare di restare.

PAGINE DEI SERVIZI DETTAGLIATE

Dedica ad ogni servizio o categoria di prodotto che vendi, una pagina apposita. Questo non è cosa buona e giusta solo a livello SEO, ma anche per migliorare l’esperienza del tuo cliente nel tuo sito. Bisogna essere sintetici, è vero, ma non esageriamo, perché in fondo se qualcuno è arrivato fino lì, forse vuole capire davvero cosa aspettarsi. Allora elenchiamo sicuramente i vantaggi che presenta l’offerta, elenchiamo le caratteristiche e le problematiche che vengono risolte. Ma anche il metodo di lavoro che adottiamo, il nostro approccio, come funziona il rapporto di lavoro che proponiamo, dal primo contatto fino al termine. Gli step da seguire, quello che è incluso e le cose più evidenti che non sono incluse. Il cliente si sentirà accompagnato nel tuo mondo, rassicurato dalla completezza.

VADE RETRO VANITY METRICS

Piccola digressione dal sito web ai social network.
Cosa sono le Vanity Metrics? In gergo tecnico, sono quei valori che si raggiungono sui social network e che non fanno altro che gonfiare code di pavone sterili in chi le ha generate. Per fare un esempio: “Vi ho portati da 200 a 5000 like su Facebook in tre settimane!” . Hola generale, tripudio e devozione! Tutti i regni in festa!
Ma de che?
Ma che vuol dire veramente?
Ci sono mille modi più o meno eleganti per accaparrarsi followers sui social. Possono essere i bots di Instagram (profili creati appositamente per generare e far generare like e followers), oppure possono essere profili fake di Facebook. Poco importa. Sono interazioni e riconoscimenti falsi, inutili e a tratti dannosi. Il valore reale è l’interazione, lo scambio, il coinvolgimento. Se avete 10 mila like sulla vostra pagina Facebook, ma quando pubblicate qualcosa nessuno reagisce, vuol dire che di quei 10 mila fans potete anche non gioire, perché non vi genereranno mai valore. Ciò a cui si deve puntare, è raggiungere persone sinceramente interessate a ciò che facciamo.

PORTFOLIO SÌ, MA RESTIAMO CALMI

Soprattutto quando si offrono servizi, si può essere vincolati dall’assenza (più o meno momentanea) di un portfolio aggiornato. Non inventare, non mettere casi troppo vecchi o non pertinenti alla tua presente attività. Non fossilizzarti se al momento non hai la sezione del portfolio, perché con un po’ di lavoro e di tempo verrà da sé. Soprattutto non imbastirne una non del tutto veriteria, perché sarà evidente all’istante e porterà i migliori clienti a fuggire a gambe levate. Il portfolio può essere importante per molti ambiti, ma ci sono anche altri parametri fondamentali: la capacità di avere a che fare con il cliente, l’argomentazione legata alle proprie scelte produttive o creative. Un bell’elenco di titoli, link o immagini non basta: è il valore che diamo al nostro lavoro, la spiegazione di come li abbiamo prodotti che fa la differenza. Allora inizia anche con un solo caso ben spiegato, in un articolo, una pagina o quello che vuoi. E poi costruisci con gradualità il tuo portfolio autentico, aggiornato ed efficace.

 

Di argomenti come questo e simili, parlo meglio nella mia pseudo-newsletter, Libellula, che arriva svolazzando più o meno una volta al mese.

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Libellula nasce per parlare di argomenti legati al lavoro da freelance, ma anche di passioni e cose interessanti che scopro. Quando ci sono grandi cambiamenti nel mio sito (servizi nuovi, servizi eliminati, nuove offerte...), potrei volerti informare, ma questo tipo di messaggi saranno sempre minori rispetto al resto.
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