4 Lug, 2016

Premetto che i testi di un sito web sono una questione seria. Una questione serissima.
Puoi avere le immagini più accattivanti del mondo e la struttura web più performante dell’universo, ma se hai dei cattivi testi, i risultati non arriveranno. E forse arriverà qualche danno.
In che senso danno?
Danno nel senso che le persone non si fanno una buona idea di un testo scritto male, o di un testo arrogante, o di un testo poco chiaro. E questa cattiva idea, la riflettono sul nome di chi li presenta.
Danno anche nel senso che un testo “cattivo” fa arrabbiare anche i motori di ricerca, che penalizzano il sito sul lungo periodo.
Il tutto si traduce in una vanificazione degli investimenti fatti.

Questa premessa era doverosa, perché sono convinta che sia sempre bene affidarsi a professionisti per scrivere anche solo 4 paginette di sito web. Non è la quantità il punto critico: è la qualità. Oltre a questo, il testo non è affatto qualcosa di avulso da tutto il resto dell’architettura del sito. Dovrebbe anzi essere parte del progetto d’insieme e quindi inserirsi perfettamente in quanto concepito inizialmente.

Detto ciò, conosco la realtà dei piccoli business e ne conosco i budget. So che affidare la stesura dei testi all’esterno è una spesa ulteriore che spesso si sceglie di non sostenere, affidandosi al fai da te.
Sebbene chi gestisce un’attività sia la persona che sicuramente conosce meglio la propria realtà, non è affatto detto che debba avere dimestichezza con i criteri del web writing.

Mi sento quindi di consigliare almeno una via di mezzo, se proprio non ci si può affidare del tutto ad un esperto: dopo aver abbozzato i tuoi contenuti, fatteli assolutamente ottimizzare e revisionare da un professionista. Il costo sarà inferiore (se non consideri il tempo che dovrai impiegare a scrivere il tutto, o a farlo scrivere da un tuo collaboratore che di mestiere fa tutt’altro), a patto che questo professionista non debba rifare tutto da capo.

In questo articolo non darò indicazioni “tecniche” sulla stesura di testi per pagine web (ci sono interi manuali: cosa può fare un articolo?), ma solo qualche dritta “psicologica”, per così dire, di cosa voglia dire scrivere un buon testo per un sito. Mi fermerò all’atteggiamento mentale, all’approccio necessario per cercare di evitare che chi ve li revisionerà, sia costretto a ricostruire tutto, con ovvie spese accessorie.

  • Una pagina non è un articolo, né un aggiornamento

    Prima di tutto: di cosa stiamo parlando? Delle pagine del sito web della tua attività. Non degli articoli del tuo blog, non degli aggiornamenti dei contenuti. Stiamo parlando delle pagine “fisse”, se così si può dire. Quelle che, scritte durante la creazione iniziale del sito, restano tendenzialmente invariate per un lungo periodo, se non per sempre. La pagina di presentazione, per esempio, l’About Me, la pagina prodotti, quella dei contatti, quella della storia dell’attività. Dipende ovviamente dal tipo di sito che hai.
    La prima distinzione che ne deriva riguarda la lunghezza: una pagina web deve essere molto più breve di un qualsiasi articolo. Le persone non hanno tempo, voglia e spesso la possibilità di stare a leggere interi paragrafi e sottoparagrafi sulla tua educazione scolastica (tieni sempre presente che più del 75% della navigazione, per esempio, avviene da mobile). Sarebbe opportuno far usare il meno possibile ai lettori lo scrolldown nelle tue pagine. Al massimo crea sotto-pagine, o meglio file a parte, scaricabili facoltativamente per approfondire argomenti.
    Altra grande distinzione riguarda il registro e il tono di voce. Negli articoli, si sta in genere spiegando qualcosa, quindi al netto dello stile personale di chi scrive, si tratterà di testi comunque in qualche modo didascalici, divulgativi, descrittivi. La pagina web invece ha lo scopo di affascinare, coinvolgere, attirare in brevissimo tempo l’attenzione del lettore. Chi entra deve pensare: oh! questo sì che offre esattamente quello che stavo cercando io! E deve pensarlo nei primi dieci secondi. Perciò, va da sé che devi sapere preventivamente esattamente cosa stia cercando il tuo lettore.

  • Non stai scrivendo per te stesso

    Agganciandoci all’ultima frase del paragrafo precedente: stai scrivendo per l’esigenza di qualcun altro. Stai scrivendo per chi è interessato al tuo servizio, per risolvere un suo problema, per rendergli la vita, la giornata, il lavoro migliori. Devi entrare nei suoi panni e sapere esattamente cosa lo angustia, cosa sta bramando e anticipare il suo mood, la sua attitudine. Perciò evita il superfluo, evita l’elogio di te stesso e punta al sodo.

  • Attenzione allo stile!

    Devi esprimerti sempre con uno stile riconoscibile: il tuo. La tua attività è unica, la tua storia anche, i tuoi valori lo sono e anche la tua personalità. Esprimili, sia nello stile di scrittura, che nella scelta del vocabolario e della suddivisione degli argomenti. Dividi i concetti per aree di significato inusuali eppure uniche. Diversificati. Evita il copia/incolla come la peste, alza una bandiera di unicità su tutto ciò che dici.

  • Attenzione alla grammatica e alla lingua!

    Trovare “qual’è” scritto con l’apostrofo, “efficenza” senza i, oppure punteggiatura usata a caso, o ancora frasi fatte, slogan ritriti, modi di dire banali e luoghi comuni, sono cose che personalmente mi fanno istantaneamente chiudere un sito e passare oltre. Non procedo minimamente nella lettura, assegno immediatamente un valore negativo e di bassa qualità al tutto. E ti assicuro che non sono l’unica.

  • Less is more, ma non troppo.

    Abbiamo detto che il testo deve essere breve, perché le persone hanno poco tempo e poca voglia di leggere. Perfetto.
    Ma non esageriamo. La cosa più importante, in fondo, è far capire bene bene bene bene a chi arriva sul nostro sito COSA facciamo e PERCHÉ. Sì il perché è importante anche più del cosa, come si diceva in questo articolo di qualche giorno fa. Quindi va benissimo la sintesi, ma sintesi efficace: parole chiave molto chiare e molto in vista, frasi nette ma ben mirate al concetto.

  • Dai una gerarchia alle informazioni

    Anche tra le cose importanti da dire e quindi ineliminabili, non tutto è allo stesso livello di importanza, quindi cerca di creare sempre una gerarchia di informazioni. Fallo tramite la formattazione (punti ben individuabili, paragrafi brevi e riconoscibili…), o i colori scelti, o ancora la struttura del testo stesso. Se proprio un lettore non leggerà tutto il tuo testo, assicurati che sia attratto almeno da quello che per te è davvero fondamentale che legga.

  • Focus sull’azione. Costantemente.

    Il tuo sito è fatto fondamentalmente perché un lettore diventi un attore, ovvero compia un’azione. Tutto ciò che scrivi deve puntare a questo scopo, anche quando inserisci una citazione di Voltaire tra un paragrafo e l’altro. Tutto deve essere un coro unico che mormora all’orecchio del tuo lettore cosa vorresti che lui facesse. L’azione può essere un acquisto, il fatto che il visitatore si rechi nel tuo negozio fisico, una richiesta di informazioni, un’iscrizione alla tua community: tutto dipende da te. Ma tieni sempre sempre sempre a mente cosa vorresti fosse fatto sul tuo sito da chi ci arriva.

In conclusione, se esiste chi fa per mestiere una determinata cosa, sarebbe sempre bene far fare quella cosa a questo qualcuno. Personalmente non mi metterei mai a farmi da sola l’attacco del gas, quando entro in una nuova casa e devo montare la cucina.

Però so come vanno molti progetti e nel limite del possibile, spero che queste indicazioni possano aiutare ad avere il giusto approccio alla faccendaccia del testo nelle pagine web.
Dubbi? Osservazioni? Vi aspetto! 🙂

Di argomenti come questo e simili, parlo meglio nella mia pseudo-newsletter, Libellula, che arriva svolazzando più o meno una volta al mese.

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Libellula nasce per parlare di argomenti legati al lavoro da freelance, ma anche di passioni e cose interessanti che scopro. Quando ci sono grandi cambiamenti nel mio sito (servizi nuovi, servizi eliminati, nuove offerte...), potrei volerti informare, ma questo tipo di messaggi saranno sempre minori rispetto al resto.
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