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Pillar Page per aumentare il traffico al sito web

Pillar Page per aumentare il traffico al sito web

Le pillar page possono davvero aiutarti ad aumentare il traffico sul tuo sito web?
Perché forse portare persone sul sito è uno dei tuoi crucci principali se hai aperto il tuo sito, lo hai magari curato per bene e non vedi crescere le viste e i contatti come vorresti. Forse hai anche seguito tutte le indicazioni tecniche necessarie, hai ottimizzato i meta tag nel modo giusto, hai anche una strategia dei contenuti e varie attività social. Il numerino del traffico al sito però non ne vuole sapere di aumentare e così non aumentano i contatti, le vendite, o qualsiasi conversione tu voglia raggiungere con questo benedetto sitarello (grande o piccolo che sia!).
Uno dei modi meno conosciuti, ma che aiuta ad aumentare il traffico al sito e anche a migliorarne la strategia e l’organizzazione dei contenuti è creare pillar page ben strutturate e curate. Non tutti sanno cosa sono le pillar page, ma ecco una rassicurazione: possono essere complesse, ma non complicate.
Quindi eccoci qui a cercare di fare un po’ di chiarezza su questo strumento per nulla riservato agli addetti ai lavori.

Table of Contents

Pillar page: cosa sono e perché aiutano ad aumentare il traffico

Le pillar page sono pagine che fanno da contenitore per argomenti molto molto estesi. Sono delle vere e proprie guide complete rispetto ad argomenti sui quali ne sai davvero tanto. Parlano di un aspetto del tuo core business, di quello in cui sei forte, insomma, e ne parlano senza risparmiare su dettagli, spiegazioni, informazioni utili a chi è in cerca di una guida esperta in proposito.
Sono piene di esempi, approfondimenti, spunti pratici e sono sempre aggiornate sull’argomento trattato. Si potrebbe dire che siano dei piccoli ebook in digitale ( dopo vedremo che lo sono davvero, in fondo).
In generale le pillar page hanno come argomento qualcosa di davvero fondamentale per te, per il tuo brand, per la tua azienda e se decidi di crearne una, ti conviene sempre farlo su un tema che possa essere un reale e concreto ponte tra te e i tuoi clienti. Scegli quindi le pillar page in base alla tua offerta, certo, ma anche in base alle domande ricorrenti del tuo pubblico, ai loro dubbi, alle loro esigenze.
Sfama gli affamati di informazioni, insomma, e scrivi risposte per domande reali. È questo il primo segreto (mica tanto segreto) per fare delle pillar page che facciano davvero aumentare il traffico al sito web.

Come scrivere una Pillar page: mattone su mattone

Se le pillar page devono essere esaustive, quindi, va da sé che saranno molto molto lunghe. E le cose lunghe, si sa, non sono facilissime da digerire tutte in una volta, specie sul web. Ma chi è dispostə a leggere le tue pillar page è davvero interessatə all’argomento, perciò se lə aiuti un pochino, la cosa è fatta: si immergerà nei contenuti fino in fondo.

Come fare ad aiutare chi ti vuole leggere?
Prima di tutto spezzetta la tua pillar page in parti più piccole.
Un argomento enorme ha sicuramente dei sottoargomenti che organizzeranno il tuo discorso. Prepara quindi una scaletta, fatta di argomenti principali e argomenti correlati, in ordine gerarchico, dal più importante al meno importante. Crea una struttura ordinata fatta di paragrafi che potrebbero reggersi in piedi da soli, se estrapolati dall’articolo completo.

Un esempio?
Poniamo il caso che un tour operator di cicloturismo voglia creare una pillar page sui viaggi in Islanda. Benissimo.
Alcuni dei sottoargomenti potrebbero essere:
– Principali mete turistiche in Islanda
– Come arrivare in Islanda
– Usanze islandesi che è bene conoscere prima di partire
– La cucina islandese
-…

Si potrebbe continuare all’infinito (un sotto-articolo sulle espressioni base per farsi capire nella lingua locale, uno magari su dove soggiornare ecc…): questi sono solo 4 esempi a caso.
Nella pillar page non ci limiteremo a creare solo dei piccoli paragrafi rispetto a ognuno dei sotto-argomenti, ma scriveremo per ognuno un vero e proprio articolo a sé, completo di immagini, link esterni, paragrafi e sotto-paragrafi. Per esempio un intero articolo sulle usanze islandesi, un altro sulla cucina e così via.

Terminati i singoli articoli, si può decidere se incolonnarli uno sotto l’altro creando una pagina davvero gigante, dove un sommario iniziale funge da raccoglitore per le “ancòre” che rimandano in basso alle sezioni (veri capitoletti) corrispondenti.
Se si sceglie questa soluzione, sarà molto importante usare bene gli stili dei diversi titoli, dare “aria” al testo e dare ritmo all’impaginazione, per evitare di costruire un muro di parole infinito. Non lesinate su immagini, inframmezzi e infografiche, che aiutino la lettura e accompagnino l’occhio.

In alternativa (e io lo consiglio), si può creare una pagina “sommario” intitolata, in questo caso per esempio, “Tutto sui viaggi in Islanda”, nella quale troviamo l’elenco di tutti i titoli degli articoli dei sotto-argomenti, linkati alle rispettive pagine. Sarà sufficiente, sotto ogni link, scrivere una sintesi dell’articolo stesso per popolare la pillar iniziale. Anche le sintesi sulla pagina principale però devono essere esaustive e di interesse, perché la pillar page deve potersi “tenere in piedi da sola”. Chi legge, per avere le informazioni base, deve poter fare a meno di entrare negli articoli di approfondimento.

Una pillar page non è mai finita

C’è da dire che se la pillar page può diventare un grande aiuto per portare traffico al tuo sito web, è anche vero che costituisce un impegno.
Ogni sua parte, infatti, dovrà essere aggiornata con notizie sempre nuove, se necessario, e dovrai prestare attenzione che ciò che hai scritto sia sempre valido, per non dare informazioni obsolete a chi ti legge.
Il fatto che un articolo così importante come una pillar page sia da tenere aggiornato non va solo incontro all’umore dei tuoi lettori, che eviteranno improperi e mail di reclamo nei tuoi confronti, ma piace anche a Google. I contenuti freschi infatti vengono valutati meglio dai motori di ricerca e fanno salire il ranking (ovvero la valutazione, appunto, la posizione in classifica tra i concorrenti) del tuo sito, quindi il suo posizionamento per le parole chiave che ti interessano.

Continua quindi a raccogliere informazioni per arricchire il contenuto della tua pillar page e non aver paura di aggiungere sezioni o di toglierne, se necessario.
Ricordati però che cancellare interi articoli, soprattutto se questi sono posizionati sui motori di ricerca, è un’operazione che merita qualche accortezza per evitare i noiosi errori 404 sul tuo sito. Nel caso tu abbia necessità di eliminare totalmente un articolo, imposta un redirect da quell’articolo a una pagina sostitutiva che sia coerente con l’argomento che trattava l’ex-contenuto. È un intervento molto semplice da fare per chi si intende un pochino di siti web. Se non te ne intendi, ma il tuo sito è realizzato in WordPress, puoi usare un plugin davvero intuitivo e leggero che trovi qui: Redirect.

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Come organizzare e mappare i contenuti per creare le pillar page

Prima di tutto devi conoscere il tuo pubblico, devi sapere cosa cerca e come lo cerca: questo perché, come si diceva, un articolo pillar (o pagina che sia) deve rispondere a domande specifiche delle persone, con risposte esaustive, complete e aggiornate.
Un’attività di keyword research preliminare, quindi, non è mai una cattiva idea!
Detto ciò, è importante tenere una mappa dei contenuti del tuo sito, soprattutto se (come quasi sempre succede per chi scrive pillar page) contiene un blog utilizzato a scopi SEO.
Traccia ciò che scrivi e la relazione tra i diversi contenuti attraverso lo strumento che preferisci: un foglio excel semplicissimo andrà molto bene. Una riga per ogni articolo.
Ti consiglio di usare una colonna per riportare anche se quell’articolo fa riferimento a un macroargomento più grande (magari una pillar?) e un’altra colonna potrebbe indicare quali sotto-argomenti quell’articolo ha al suo interno che potrebbero essere sviluppati in futuri contenuti e poi linkati all’interno del primo (che allora, piano piano, potrebbe diventare una pillar!).
Linkare tra di loro gli argomenti del tuo blog e del tuo sito vuol dire creare una rete, far sì che i tuoi contenuti facciano squadra e collaborino tutti insieme a migliorare il tuo posizionamento e quindi ad aumentare il traffico sul sito stesso.

Una pillar page si trasforma facilmente in ebook, lead e vendita

Sì, bisogna pensare in grande, bisogna pensare oltre.
Un popò di papirone come quello di una pillar page assomiglia davvero a un ebook servito su un vassoio d’argento, non credi? Sarebbe un peccato lasciarlo lì, esclusivamente su pagine web, dove magari è anche più ostico da leggere e da consultare tutte le volte che si vuole.
E magari questo bel papirone, impaginato e trasformato in pdf, epub o quello che vuoi, potrebbe diventare una risorsa scaricabile per il tuo sito, oppure un vero e proprio regalo “VIP” da dare agli iscritti alla tua newsletter, o ancora, perché no, diventare una risorsa acquistabile. 
Per altro molti potrebbero non avere il tempo di leggere tutto il tuo contenuto d’un fiato mentre sono collegati a pc o, peggio, se lo trovano spippolando sullo smartphone. Una trovata intelligente è, quindi, permettere ai tuoi visitatori di “spedirsi” il pdf in mail. Loro vincono una super risorsa utilissima che potranno leggere quando vogliono e tu hai guadagnato un contatto interessato ai tuoi argomenti (perché lo inserisci in una lista di contatti, in questo caso, vero?!).

In conclusione, una pillar page è per sempre

Un pilastro, come dice il termine: un must, un vero evergreen. La pillar page ti aiuta a far aumentare il traffico al tuo sito perché se fatta bene ha un grande potenziale sotto il punto di vista SEO, è vero. Ma ti aiuta anche ad aumentare la tua autorevolezza nel tuo settore, a dare grande utilità e valore al tuo pubblico, ad aiutare realmente e a far incuriosire chi magari ancora non ti conosce.
Ti lascio alcuni esempi di pillar page fatte bene, complete e funzionali, più o meno complesse.
E fammi sapere se l’articolo ti è stato utile in qualche modo :).

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