25 Gen, 2019

Come aprire un blog su Facebook è una domanda che Google si sente fare piuttosto frequentemente. Non l’avrei sospettato, ma qualche giorno fa me la sono sentita fare a mia volta al telefono.
Allora sono andata a controllare e wow, sì, è davvero ricercata! Ed è anche sensata da molti punti di vista, a ben valutare.

Ho pensato che quindi potesse essere utile tornarci un attimo sopra, dato che in questo periodo sto proprio cercando di ragionare insieme ai miei clienti sul ruolo dei social media e dei canali proprietari.
Secondo me la questione
“posso aprire un blog con Facebook?”, oppure “come usare Facebook come un blog” oppure “avere un blog sulla pagina Facebook”, contiene una confusione di ruoli già al suo interno. Cerco di spiegare perché.

Lo faccio dando per scontato che si voglia creare un blog per farlo vedere ad altre persone e magari con uno scopo di visibilità o di business.

 

Un blog su Facebook, ovvero una barca nel bosco

Partiamo dal principio, appunto: Mark non ha mai introdotto una funzionalità per fare blogging. Questo vuol dire che di default no, non è possibile creare un blog su Facebook.
Ci sarebbe da chiedersi perché, visto che ormai su Facebook si fa di tutto, compreso vendere.
Il blog ha una natura molto diversa da quella dei social media. Un blog usato per la propria attività ha principalmente 2 scopi: creare autorevolezza del brand e dare informazioni utili ai lettori. Facebook utilizzato per la propria attività ha invece come scopo quello di condividere per coinvolgere, divertire, raccontare, muovere emozioni e generare reazioni istintive. È lo specchio dove mostriamo la quotidianità, le istantanee delle nostre giornate, non è il luogo dove diamo informazioni complesse e articolate. In Facebook si vogliono suscitare reazioni, non riflessioni.

Su Facebook un blog è nella prigione dell’anonimato

Per creare autorevolezza, bisogna distinguersi, avere un contenitore unico, oltre che contenuti molto utili e la struttura di Facebook stessa non permette di creare uno strumento personalizzabile tanto quanto un sito web proprietario o un blog.
Al di là dell’aspetto grafico, che può essere più o meno rilevante, è l’organizzazione dei contenuti che manca di flessibilità, su una piattaforma sulla quale non abbiamo alcun controllo, come Facebook. Banalmente: non poter classificare i nostri articoli in categorie, mettere in evidenza quelli che vogliamo portare all’attenzione, non poter usare tag e pagine di atterraggio specifiche, è un limite oggettivo per chi vuole fare blogging.
Anche la struttura di un articolo, che sul blog è vincolata solo alla fantasia e alle capacità tecniche, su una piattaforma in affitto, è molto limitata.
Le stesse Call To Action degli articoli, che possono essere tra le più diverse (iscrizioni a newsletter, acquisto di prodotti, invito a commentare, moduli di contatto, lettura di altri articoli, download di un documento, condivisione sui social…) sarebbero limitate e rigide.

Un blog senza SEO è un pavone senza piume

Uno degli obiettivi di un blog è fornire contenuti utili per i propri clienti o potenziali tali, ma se poi questi contenuti non vengono trovati da chi li cerca, sono utili a poco.
La SEO applicata al blogging è una materia ormai radicata per chi usa i blog come strumento di lavoro. Dall’ottimizzazione della struttura degli articoli, al copywriting, alla gestione delle immagini per finire poi sulle specifiche più tecniche: tutto è finalizzato a farsi trovare da chi cerca su Google i nostri argomenti.
Facebook ha una valenza molto bassa in questo senso: i suoi contenuti non sono quasi mai utili ai fini SEO.

Blog su Facebook: una scorciatoia per diventare invisibili

Do per scontato che se proprio a qualcuno venisse in mente di aprire un blog tramite Facebook, quel qualcuno lo farebbe per lavoro. E quindi avrebbe una pagina Facebook, non un profilo (perché altrimenti non potrebbe nemmeno capire quali argomenti vanno meglio, per dire, o chi li legge).
Ecco.
Se hai una pagina Facebook, l’unico modo per raggiungere anche solo una percentuale decente dei tuoi fan con i contenuti che pubblichi, è fare sponsorizzazioni. Altrimenti nessuno vedrà mai quel che hai scritto, nemmeno all’interno di Facebook stesso. E questo si riaggancia al paragrafo di prima: no SEO, no posizionamento organico su motori di ricerca esterni e visibilità possibile solo a pagamento. Mh. Come complicarsi la vita, insomma.

Su Facebook non si legge, sui blog si spera di sì

Proprio perché Facebook nasce con un altro scopo rispetto a quello di dare contenuti completi, a volte complessi e comunque esaustivi ai lettori, ha un pubblico che è poco incline a leggere.
Magari lo stesso pubblico quando si stacca da pc o quando è su altri siti, legge tantissimo, ma non quando va su Facebook. Lì la soglia di attenzione è bassa, si cercano argomenti divertenti, si cerca l’intrattenimento. È giusto così: è così che va usato perché funzioni anche nel business, ma per questo motivo, che senso avrebbe sbrodolarci dentro un post come quello che state (spero) leggendo e che risponde a una domanda che viene fatta a Google, appunto?
Tanta tanta fatica sprecata.

Un blog su Facebook è il tuo regno dominato da qualcun altro

Facebook non è una ONLUS e non vuole esserlo.
Per chi lo utilizza come strumento di lavoro, cambia le regole continuamente. Già solo l’algoritmo è degno del Blu Tornado in prima fila (ne ho parlato nell’ultima Libellula). Vende l’attenzione delle persone che lo popolano, i loro interessi, le loro relazioni, agli inserzionisti che fanno advertising tutti i giorni con il Business Manager.
E se avessimo pubblicato per anni contenuti validi sulla sua piattaforma, avessimo creato una community che le legge con costanza e che magari ci porta business. Se avessimo davvero investito tempo e denaro nel far funzionare la nostra comunicazione social e poi Facebook ci cambiasse le regole sotto il naso? Magari eliminando delle funzioni, mettendole a pagamento o peggio cancellandole? Vogliamo davvero fidarci?

Facebook e blog: collaborare è un’ottima idea

Quindi credo sia chiaro che la mia opinione è che Facebook e un blog debbano essere usati e intesi separatamente, perché separate sono le loro nature e i loro scopi.
Però l’uno non esclude l’altro.
Quando Facebook è utile al nostro blog?
Facebook è un ottimo terreno per sponsorizzare l’attività che facciamo sul blog, per portare il suo pubblico da noi e spostarlo in territorio di nostra proprietà.
Usare Facebook come cassa di risonanza per i nostri canali proprietari, come il blog o la newsletter, è un’ottima idea.
Facciamo fare a Facebook quel che è bravo a fare e non forziamolo a diventare quello che non è.

Di argomenti come questo e simili, parlo meglio nella mia pseudo-newsletter, Libellula, che arriva svolazzando più o meno una volta al mese.

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